vittime e testimoni strage di ustica

Blog collegato al sito www.strageustica.altervista.org "Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più difficile,quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole; quello di tradurre…il loro sogno: di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli." Pietro Calamandrei

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lunedì, 17 novembre 2008

Radiazione Mario Ciancarella



Se volete leggetevi la lettera di Mario Ciancarella a Napolitano e i suoi allegati al Link:

http://files.filefront.com/documenti+radiazione+mariapdf/;11619261;/fileinfo.html

e poi l'esposto che Ciancarella ha inviato alla Procura di Roma sulla firma falsa di Pertini per la perizia di parte sul suo atto di radiazione al Link:

http://www.strageustica.altervista.org/pagina92.html.

Se lo ritenete cercate di aiutarci, facendone dare notizia a tutti i blogger che lo desiderano, ai giornali e altri mezzi dicomunicazione che lo desiderano. Grazie. Laura
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lunedì, 18 agosto 2008

materiale crypto(anche nato): codici di identificazione alfanumerici‏

Ripartiamo da cosa scrisse Mario Ciancarella all’ex Capo di Stato Maggiore Ami Camporini:

 “(…)Lei sa bene che esistono direttive rigidissime sulle modalita’ di raccolta e distruzione di tutte le chiavi di letura dei codici cripto superati e sostituiti. Una rigidita’ addirittura feroce, fino a configurare l’Alto Tradimento per chi non rispetti scrupolosamente l’ordine della riconsegna, e della distruzione dei codici cripto. Ad Ustica questa rigidita’ sembra sciogliersi invece come neve al sole.


Infatti, in questo quadro di condizioni militari di filosofia, di cultura e di operativita’, qualcuno vorrebbe farmi credere che sia possibile reperire improvvisamente un codice obsoleto e che avrebbe gia’ dovuto essere distrutto in tutti gli esemplari esistenti delle chiavi interpretative, “abbandonato in un cassetto” da uno sciatto non si sa chi, e li’ rinvenuto da non si sa chi, in circostanze imprecisate, e riconosciuto per arcani motivi, finendo col pervenire finalmente a quei giudici che cosi’ disperatamente avevano cercato di acquisirlo ed ai quali fino a quel giorno era stata opposta la impossibilita’ di esibizione per intervenuta distruzione.


Cosa fa quel Magistrato? Si affretta ad utilizzare il codice, arrivando quasi a ringraziare per la collaborazione e beccandosi, con i Parlamentari referenti, la “laude alla italica sciatteria”.


Neppure per un attimo si ferma per risalire a ritroso la catena di quell’incomprensibile rinvenimento tardivo. Era stato il Capo di Stato Maggiore a consegnarlo? Bastava chiedergli, costringendolo sotto minaccia di incriminazione, di dire da chi gli era stato consegnato, e cosi’ via via procedendo a ritroso si sarebbe arrivati a quell’anonimo rinvenitore al quale sarebbe stato possibile chiedere: “In quale cassetto esattamente lo ha trovato, e cosa conteneva d’altro il cassetto che lei stesse cercando?” Perche’ e’ ovvio che se il codice e’ stato rinvenuto solo fortuitamente e non in una sua caccia disperata, quel cassetto deve essere stato aperto per altri motivi.


Ma ancora gli si sarebbe potuto chiedere: “Cosa le ha fatto intuire, pensare, ritenere che potesse trattarsi proprio del codice cripto che ritenevamo ormai disperso perche’ distrutto per intervenuta sostituzione?”. I contenitori dei codici infatti non recano in chiaro ed a caratteri cubitali il rispettivo contenuto, ma solo quei numerini di riferimento che abbiamo visto per le buste Charlie. E poiche’ certamente il nostro uomo non aveva possibilita’ di utilizzare su qualche consolle radar il codice, onde poterlo riconoscere, avrebbe dovuto preconoscere quel numero identificativo (di un codice obsoleto) o essere affiancato all’atto di aprire il cassetto da qualcuno che potesse averne memoria (memorie di ferro, in certi casi, signori. In altri solo qualche mesto e meschino “non ricordo”).


L’eventuale sicurezza dell’interessato nel riconoscimento del codice avrebbe inoltre potuto facilmente essere messo alla prova chiedendogli di fornire altri elementi identificativi di contenitori diversi del medesimo codice obsoleto, o di altri simili. Di fronte ad eventuali incertezze gli si sarebbe potuto chiedere di rivelare chi gli avesse ordinato di guardare proprio in quel cassetto proprio in quel giorno, e forse anche di ricordare proprio quel numero identificativo. (...)


 


Al link: http://www.fas.org/man/dod-101/navy/docs/swos/ops/72-23.html


si trova scritto: "(...) 


H. CMS ACCOUNT

A CMS account is an administrative entity, identified by a six-digit account number, in which custody and control of COMSEC material are maintained.

I. CMS CUSTODIAN

An individual designated in writing by the Commanding Officer to manage COMSEC material issued to a CMS account. The CMS Custodian is the Commanding Officer's primary advisor on matters concerning the security and handling of COMSEC material and the associated records and reports.

J. ALTERNATE CUSTODIAN(S)

The individual(s) designated in using by the Commanding Officer responsible for assisting the CMS Custodian in the performance of his/her duties and assuming the duties of

the CMS Custodian his/her absence. Alternate Custodian(s) share equally with the CMS Custodian the responsibility for the proper management and administration of a CMS account.

K. LOCAL HOLDER (LH) ACCOUNT

Local Holder accounts are separate units or commands that require COMSEC material and function essentially as sub-accounts of a numbered CMS account. LH accounts are managed much the same way as a CMS account except they are not assigned a CMS account number and normally receive their COMSEC material from a parent CMS account instead of directly from a CMIO or other source.

L. LOCAL HOLDER CUSTODIAN AND ALTERNATE(S)

Individuals designated in writing by a Commanding Officer manage the COMSEC material issued to a LH account.


  1. CMS CLERK

  2. An individual designated in writing by the Commanding Officer who assists the CMS Custodian and Alternate(s) with routine administrative account matters. Appointment of a CMS Clerk is not mandatory but is at the discretion of the Commanding Officer.

    N. CMS USER

    An individual designated in writing by the Commanding Officer who, regardless of whether or not they have personally signed for COMSEC material requires COMSEC material to accomplish an assigned duty and has obtained the material from a Custodian or another User on local custody. CMS Users must comply with the procedures for the handling and accountability of COMSEC material placed in their charge.

    O. CMS WITNESS

    Any properly cleared U.S. Government employee (military or civilian) who may be called upon to assist a Custodian or User in performing routine administrative tasks related to the handling of COMSEC material A witness must be authorized in writing, access to keying material

     

    II INTRODUCTION TO COMSEC MATERIAL


    1. GENERAL


    COMSEC material must be handled and safeguarded based on its assigned classification and accounted for based on its accountability legend (AL) code. COMSEC material control within the U.S. Government is based on a system of centralized and local accounting and decentralized custody and protection. COMSEC material is centrally accountable to DCMS and/or accounted for locally at the account command.


    1. CONTROL AND REPORTING

    2. 1. Control of COMSEC material is based on the following:



        1. A continuous chain of custody receipts using both transfer reports and local custody documents.



      b. Accounting records, such as periodic inventory reports destruction records, transfer reports, and local custody records.




        1. Immediate reporting of COMSEC material incidents to ensure compromise decisions are made expeditiously by controlling/evaluating authorities.



      C. COMSEC MATERIAL CLASSIFICATION

      The classification of COMSEC material is indicated by the standard classification markings: Top Secret (TS), Secret (S), Confidential (C), or Unclassified (U). The security classification assigned to COMSEC material determines its storage and access requirements.

       

      D. COMSEC MATERIAL IDENTIFICATION(identificazione materiale comsec)



      1. SHORT TITLE

      2. : An identifying combination of letters and or digits (e.g., KG-84A, USKAT 2333) assigned to certain COMSEC material to facilitate accounting and control A Short title consists of 5 fields: (5 modi di identificazione con numeri e lettere materiale Comsec)



        1. System First field consists of a group of letters and/or digits (e.g., KAM, KG, USKAK, AKAT).



      b. Class: Second field consists of letters and/or digits found between the system and the number of a short title. For example, in the short title "USKAC D 166," the

      c. AL Code 3: COMSEC material is locally accountable by serial number and handled/safeguarded based on its classification after initial receipt to DCMS. (NOTE: Assigned to COMSEC keying material in lieu of AL 1 when tactical or operational need dictates decentralized accounting.)




        1. AL Code 4: COMSEC material is locally accountable by quantity and handled/safeguarded based on its classification after initial receipt to DCMS.



      2. CMIO's are required to continuously account to DCMS for all AL3 and 4 material

      All transfers of AL 3 and 4 material to or from a CMIO, cache, or a non-DON account must be reported to DCMS.


      1. AL codes are assigned by the originating government department or agency that produces the COMSEC material and represent the minimum accounting standard.



      1. AL codes will appear on all accounting reports but not necessarily on the material . If DCMS changes the AL code for any COMSEC material, the material must be accounted for based on its new AL code effective upon notification of the change. The classification of COMSEC material has no bearing on the AL code assigned to an item. For example, Top Secret COMSEC material may be assigned AL 1 or AL 3; however, there is also Secret, Confidential and Unclassified COMSEC material that is assigned AL 1 or AL 3. AL codes determine how material is accounted for and classification determines handling and storage requirements.



      1. The DCMS COR computer system, ACMS (Automated COMSEC Material System), requires assignment of an AL code to each short title in the system to permit automated processing (ie., automatic distribution and report generation requirements).


      F. CRYPTO MARKING

      The marking or designation "CRYPTO" identifies all COMSEC keying material which is used to protect or authenticate classified or sensitive unclassified government or government derived information, the loss of which could adversely affect national security. The marking "CRYPTO" is not a security classification



        1. AL Code 3: COMSEC material is locally accountable by serial number and handled/safeguarded based on its classification after initial receipt to DCMS. (NOTE: Assigned to COMSEC keying material in lieu of AL 1 when tactical or operational need dictates decentralized accounting.)





        1. AL Code 4: COMSEC material is locally accountable by quantity and handled/safeguarded based on its classification after initial receipt to DCMS.



      CMIO's are required to continuously account to DCMS for all AL3 and 4 material

      All transfers of AL 3 and 4 material to or from a CMIO, cache, or a non-DON account must be reported to DCMS. AL codes are assigned by the originating government department or agency that produces the COMSEC material and represent the minimum accounting standard.

      AL codes will appear on all accounting reports but not necessarily on the material. If DCMS changes the AL code for any COMSEC material the material must be accounted for based on its new AL code effective upon notification of the change. The classification of COMSEC material has no bearing on the AL code assigned to an item. For example, Top Secret COMSEC material may be assigned AL 1 or AL 3; however, there is also Secret, Confidential and Unclassified COMSEC material that is assigned AL 1 or AL 3. AL codes determine how material is accounted for and classification determines handling and storage requirements.

      The DCMS COR computer system, ACMS (Automated COMSEC Material System), requires assignment of an AL code to each short title in the system to permit automated processing (ie., automatic distribution and report generation requirements). (..)

       

       

      In un altro documento poi si trova scritto al link:

      http://www.iantn.navy.mil/INSTUCCIONES%20COMSEC/nag18a.pdf

       

      " (..)

      Edition. In addition to being identified by short title and accounting number (if applicable),

      COMSEC material may be identified by alphabetic or numeric edition. COMSEC material is

      superseded when the new COMSEC material becomes effective (effective edition). The effective

      dates of operational keying material are considered “CONFIDENTIAL.” This information

      should not be disclosed over an unsecure mode of communications, e.g., unsecure telephone,

      teletype, facsimile, etc
      ."


       

      I dati delle chiavi(il cosidetto titolo breve, il numero di identificazione e archiviazione nei casi in cui è applicabile)  del materiale operativo Comsec sono confidenziali, non possono essere trasmessi su un mezzo di comunicazione che non sia assolutamente sicuro.

       

      Nello stesso documento si trova anche scritto: "(..)

      CRYPTO Marking. COMSEC keying material, which is used to protect or authenticate

      telecommunications carrying national security and government sensitive information, is

      identified by the bold marking CRYPTO. The purpose of this marking is to make this material

      readily identifiable from other material so that its dissemination can be restricted to personnel

      whose duties require access and, if the material is classified, who have been granted a final

      security clearance equal to or higher than the classification of the keying material involved


       

      Le chiavi del materiale Comsec possono essere conosciute solo dal personale che ha diritto di accesso per la sua consultazione e che ha un'autorizzazione uguale o più alta della classificazione del materiale Comsec d'interesse.

       


postato da: laura56 alle ore 09:59 | link | commenti
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venerdì, 08 agosto 2008

Awacs e strage di ustica

Awacs e Strage di Ustica


Ripartiamo da quello che Mario Ciancarella scrive all'ex Csm Ami generale Tricarico:

 

"....Se qualcuno avesse avuto coscienza e consapevolezza di questo particolarissimo aspetto del controllo del traffico aereo (e delle ragioni che lo avevano suggerito in quel caldissimo inizio del 1980 – crisi internazionale per invasione militare dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche, Ciad e scontro Libia-Usa e Libia-Italia, quest’ultimo per la vicenda Malta e concessioni di ricerche petrolifere all’AGIP -) forse avrebbe saputo meglio interpretare le lunghe circuitazioni di velivoli Awacks in quelle ore di quel giorno, in punti strategici precisi dello spazio aereo. Stavano oscurando i tratti di spazio aereo lungo i quali si sarebbe svolto l’avvicinamento per l’attacco finale al velivolo civile.



E forse non sarebbe caduto nella astuta trappola, anch’essa predisposta con raffinata astuzia perche’ fosse rappresentata e sostenuta dalle sue stesse vittime, di affermare che quella traccia “apparsa improvvisamente nel cielo” di un velivolo alla medesima quota del DC9 dimostrava la partenza di un velivolo dal ponte di una portaerei. Santa ignoranza dei neofiti!



E’ infatti certamente fascinoso pensare che una traccia che compaia improvvisamente sul mare possa e debba corrispondere ad un velivolo decollato da una portaerei. Solo che, come insegnerebbe un qualsiasi manuale di base, un velivolo che decolli da una portaerei viene intercettato si’ dai radar della difesa solo a qualche centinaio di piedi di altitudine dopo il decollo, ma se tale fosse stata la condizione di quella “improvvisa apparizione” quel velivolo sarebbe stato registrato in un profilo di salita, dai circa cinquemila piedi di ingaggio verso la quota dei 27.000 piedi, e non gia’ stabilizzato a quella quota, la stessa cioe’ del DC9.



Tant’e’ che lo stesso Gen. Arpino, come abbiamo ricordato, si lascio’ sfuggire:



“Noi non sappiamo se ci sono state esercitazioni di tipo diverso e su scala diversa; i nostri radar pero’ avrebbero visto questa attivita’; ma non mi risulta.



Poiche’ noi tutti uomini dell’aria sappiamo che una qualsiasi struttura di Difesa Aerea ha senso di esistere solo se e’ in grado di rilevare sempre e costantemente qualsiasi attivita’ volativa nei nostri cieli o di penetrazione nel territorio spazioaereo nazionale. Ma questa rigida consegna, solo nel caso del MIG, ha avuto una spaventosa defaillance.



Questa condizione attesta invece che i velivoli corrispondenti a quella traccia “apparsa improvvisamente” stavano uscendo in quell’ultima fase dell’attacco al DC9, dal cono d’ombra al cui riparo avevano potuto avvicinarsi all’IH870, senza essere rilevati, fino alla posizione finale di attacco.



Mentre quella traccia in ombra del DC9 (il MIG), anch’essa non rilevata dai radar nella sua fase di decollo e avvicinamento, avrebbe potuto iniettarsi non vista – decollando ad esempio da Pratica di Mare - nella scia del velivolo civile, solo se i radar civili fossero stati oscurati per i brevi minuti necessari, ad esempio, ad una esercitazione di contromisure elettroniche. E, dica, non era forse un velivolo delle contromisure quello che atterrava a Pratica di mare appena pochi minuti prima della strage e dopo aver appena compiuto una esercitazione di contromisure?



Gia’, ma su richiesta del Giudice Priore – benche’ con sei mesi di ritardo, rispetto alla sua domanda – Pratica di Mare rispose che i nastri delle comunicazioni di quella sera erano indisponibili perche’ riutilizzati, secondo le normative cui quella comunicazione faceva riferimento, al trascorrere dei tre mesi in assenza di necessita’ ulteriori di conservazione.



Nulla di piu’ incredibile. Poiche’ certamente prima che la Torre di Pratica cessasse la sua attivita’, quel giorno devono necessariamente essere state registrate le comunicazioni di allarme per il DC9 in quanto esse furono lanciate anche sul “canale di guardia”, quello su cui tutti i velivoli in volo e le basi di terra sono costantemente in ricezione, quale che sia la frequenza utilizzata dagli operatori in quel momento. Ed una qualsivoglia amministrazione la quale detenga un nastro che abbia registrato una qualsiasi comunicazione di emergenza e’ tenuta, come Lei ben sa, a sigillare quel nastro e lasciarlo nella disponibilita’ della Autorita’ Inquirente.



Tant’e’ vero che, sempre dopo alcune mie deposizioni anche se non necessariamente per ragioni collegate direttamente a quelle deposizioni, il Giudice Priore rinvenne due nastri, uno di Capodichino ed uno in Sardegna, sigillati da quel lontano 27 Giugno 1980, e lasciati nella disponibilita’ della Magistratura, per aver registrato, quegli Enti di controllo Aeronautico, altre emergenze dichiarate sul canale di guardia in quella giornata (Capodichino in particolare, se non vado errato, aveva registrato una dichiarazione di emergenza di un velivolo in atterraggio sull’isola d’Elba).



Dunque tante piccole furbizie, come questa della menzogna sui nastri di Pratica di mare, sono state utilizzate al fine di occultare conoscenze rilevanti al magistrato, ed esse hanno di fatto impedito agli inquirenti di porre gli interrogativi giusti alle persone giuste al momento giusto. (...)"

 

Andiamoci poi a leggere a pg. 1581 della Sentenza ordinanza quanto scrive il giudice Priore:




(...)Tra le 18.20Z e le 18.30Z, in concomitanza col passaggio del DC9


Itavia, staziona sull’Appennino tosco-emiliano un velivolo Awacs la cui


missione, per motivi altrove specificati, è rimasta sconosciuta. Tale presenza


è stata rilevata sia dalle THR di Poggio Ballone e Potenza Picena sia dalla


annotazione sul registro dell’IC di Poggio Ballone(...)




Diamo un'occhiata anche a quanto scritto al link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Airborne_Warning_and_Control_System

 

"

Il Sistema di Controllo e Allarme Aviotrasportato - Airborne Warning And Control System (AWACS) è un sistema elettronico basato su un radar progettato per eseguire missioni di sorveglianza aerea, e funzioni C3 (Comando, Controllo e Comunicazioni) sia per scopi tattici che per la difesa aerea. Il "rotodome", insieme delle parole ROTating raDOME, apparato radar rotante, è progettato e costruito dal Gruppo Difesa e Spazio della Boeing, utilizzando un radar della Westinghouse, e montato sia sugli aerei E-3 Sentry, dei Boeing 707 modificati, che, più recentemente, sui Boeing 767 modificati. Solo la Forza di Autodifesa Giapponese Aerea possiede la versione su 767; tutti gli E-3 Statunitensi e NATO sono dei Boeing 707. I moderni sistemi AWACS possono rilevare aerei fino a 400 Km di distanza, ben al di là di qualunque arma antiaerea. Nel combattimento aria-aria, i sistemi AWACS possono comunicare con gli aerei amici, estendendo il loro raggio d'azione, e dando loro ulteriore invisibilità radar, in quanto questi non avranno più la necessità di usare i propri radar per rilevare gli attacchi nemici.

 

Infine terminiamo la nostra ricerca al Link:

http://www.nato.int/docu/awacs/awacs-e.pdf dove c'è un'informazione non di secondaria importanza: " 

(...)Since 1982, when it began flying operations, the AWACS (..)


La Nato dice ufficialmente in un suo sito che iniziò le operazioni di volo con gli Awacs nel 1982, li aveva comprati nel 1978. La base in Italia degli Awacs è dal 1982 a Trapani(Birgi).


 


La domanda che ci si pone è allora la seguente:


 


Perchè un Awacs stazionava la sera di Ustica il 27 giugno 1980 sull'appennino tosco emiliano(vedi sentenza Priore), se le operazioni di volo con gli Awacs la Nato (e quindi anche l'Italia) le iniziò (come scritto ufficialmente su uno dei suoi siti internet) nel 1982?


 


Laura


postato da: laura56 alle ore 07:40 | link | commenti
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martedì, 05 agosto 2008

materiale cripto seconda parte

Desidero ricordare anche quanto scriveva Mario Ciancarella all'allora CSM Ami gen. Tricarico:

 

"(...)Ora Lei, in quanto militare, dovrebbe convenire che non e’ dato che le copie di un codice possano essere dimenticate da qualcuno in qualche cassetto anonimo per anni, e che non si sia proceduto, quando disposto, alla loro totale distruzione. Questo perche’ i codici non sono di libero accesso a chiunque, tra il personale militare, e chiunque ne riceva una copia e’ tenuto a sottoscriverne la assunzione in carico e responsabilita’ personale. Se cio’ avveniva per ogni capo equipaggio che, andando in missione fuori dalla propria base, riceveva una “busta Charlie” - dal Comando operativo o dall’Ufficiale di picchetto al Corpo di Guardia, quando fosse chiamato a decollare fuori dall’ordinario orario di servizio -, contenente i codici di comunicazione da attivare nel caso in cui si fossero determinate emergenze nazionali ed internazionali, ben difficilmente potra’ essere credibile che cio’ non avvenga per un codice di criptazione NATO sui tracciati radar, non Le pare?



Ha un bel dire il Gen. Arpino davanti alla cd Commissione Stragi che bisognava essere grati, una volta tanto, alla italica e nota sciatteria, la quale avrebbe dunque consentito di rintracciare quel codice in qualche anonimo cassetto. Anonima e’ rimasta tuttavia l’identita’ del o dei soggetti che avrebbero effettuato il fortunoso ritrovamento, anonime sono rimaste comunque le circostane ed i luoghi di quel ritrovamento, anonime ed ignote le indagini per l’accertamento delle responsabilita’ omissive di una distruzione “dovuta”.



E si tratta di un “dovere” ineludibile, come Lei stesso non avrebbe difficolta’ ad ammettere in qualsiasi circostanza venisse interrogato al riguardo da un Ufficio deputato e legittimato a farlo, e la cui mancata attuazione sarebbe di una gravita’ assoluta, perche’ essa costituirebbe una possibilita’ drammatica di intelligence di spionaggio dell’avversario sui nostri codici e dunque di insicurezza e penetrabilita’ del sistema difensivo aereo dell’intera alleanza atlantica.



Molto opportunamente allora andava dicendo il senatore Cossiga che i codici erano stati da sempre nella disponibilita’ delle nostre Forze Armate Nazionali, mentre il Magistrato si affannava a richiedere un codice di criptaggio non piu’ disponibile - in quanto obsoleto e materialmente distrutto - ai Comandi NATO, la cui autorita’ e’ si’ coordinata ma mai sovraordinata alla potesta’ della Autorita’ politica Nazionale di un Paese membro della Alleanza, nei confronti delle proprie Forze Armate.



Ma proprio omettendo questo particolare aspetto del problema (la indisponibilita’ assoluta dei codici obsoleti e sostituiti) l’astuto Cossiga preparava alla accettazione passiva della consegna – ottenuta forse addirittura con un sospiro di sollievo - di un codice che riapparisse improvvisamente. Tant’e’ che nessuno ha chiesto “dove, da chi, in quali circostanze fosse stato rinvenuto, e quali caratteristiche ne avessero suggerito la ricognizione al fine di stabilire realmente che proprio di quel codice cripto lungamente e vanamente richiesto dalla Magistratura si trattasse e non di altro”.



Ma quel “codice ritrovato” non offriva alcuna garanzia, in realta’, di saper mostrare efficacemente e realmente le tracce radar per quello che in verita’ esse erano state al tempo della registrazione. Ne’ piu’ ne’ meno di quanto il piu’ recente “codice da Vinci” possa offrire certezze sulle interpretazioni che vorrebbe offrire alla “doppia vita del Cristo”. Dunque siamo di fronte ad una ennesima e raffinatissima modalita’ di depistaggio.



Quella ultima decriptazione, legata a questo strano codice ritrovato, non offriva in realta’ assolutamente la certezza di rivelare i reali movimenti intervenuti nel cielo di Ustica quel giorno 27 Giugno 1980. E certamente non davano conto dei tre coni di oscuramento del controllo civile, che in quel periodo potevano essere attivati - dopo la smilitarizzazione, “teleguidata” dai Comandi militari, di parte del Servizio di Controllo aereo, e realizzata appena nell’Ottobre precedente - sulle direttrici Maddalena-Grosseto- Rimini, Maddalena-Grazzanise-Gioia del Colle e Maddalena-CataniaSigonella.



Se qualcuno avesse avuto coscienza e consapevolezza di questo particolarissimo aspetto del controllo del traffico aereo (e delle ragioni che lo avevano suggerito in quel caldissimo inizio del 1980 – crisi internazionale per invasione militare dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche, Ciad e scontro Libia-Usa e Libia-Italia, quest’ultimo per la vicenda Malta e concessioni di ricerche petrolifere all’AGIP -) forse avrebbe saputo meglio interpretare le lunghe circuitazioni di velivoli Awacks in quelle ore di quel giorno, in punti strategici precisi dello spazio aereo. Stavano oscurando i tratti di spazio aereo lungo i quali si sarebbe svolto l’avvicinamento per l’attacco finale al velivolo civile.



E forse non sarebbe caduto nella astuta trappola, anch’essa predisposta con raffinata astuzia perche’ fosse rappresentata e sostenuta dalle sue stesse vittime, di affermare che quella traccia “apparsa improvvisamente nel cielo” di un velivolo alla medesima quota del DC9 dimostrava la partenza di un velivolo dal ponte di una portaerei. Santa ignoranza dei neofiti
! (...)

 

e invitarVi a confrontare le parole di Mario Ciancarella con le:

 

"

Norme di utilizzo materiale crypto e Comsec(negli Usa e nella Nato): sintesi







  • Vengono nominati due responsabili di cui si deve conoscere nome e cognome, grado e ogni altro dato utile nel trasportare fuori dal luogo dove è archiviato e nella riconsegna del materiale Crypto(anche della Nato) e Comsec. Ogni volta bisogna scrupolosamente accertare che siano proprio i due responsabili incaricati a prendere e riconsegnare il materiale Crypto e Comsec.




  • Per accedere al luogo dove è archiviato materiale Comsec e Crypto ci vuole un'autorizzazione e un valido bisogno. Ogni mese va fatta un'accurata verifica di tutto il personale che ha accesso al materiale Crypto e Comsec.




  • Il personale che maneggia, controlla e usa il materiale Comsec e crypto deve essere addestrato periodicamente.




  • Il personale ha la responsabilità del materiale Crypto e Comsec che riceve fino a che esso non è distrutto o tornato nel luogo dove è di solito archiviato.




  • Chi non segue correttamente le norme vanifica ogni sforzo di sicurezza, quindi ai propri superiori vanno segnalati la perdita, la visione non autorizzata, l'improprio uso di materiale Crypto e Comsec.




  • Chi prende visione del materiale Comsec e Crypto deve avere un'autorizzazione uguale o più alta rispetto al livello di classificazione




  • I piloti militari devono sapere che tipo di materiale Comsec e Crypto possono portare nella missione, che cosa distruggere già in volo o nelle soste. I piloti militari devono sapere che cosa riportare di quel materiale Comsec e Crypto dove usualmente tenuto e cosa di quel materiale Comsec e crypto distruggere nelle successive 12 o 24 ore dopo la missione. Si sottolinea nelle norme che va compiuto ogni sforzo affinchè il materiale sia effettivamente distrutto.




  • Bisogna sempre conoscere la data in cui il materiale crypto e comsec va soppresso. Ciò permette a chi ne ha la responsabilità di distruggerlo dopo 12 o 24 ore dalla data di soppressione del materiale Comsec e Crypto.




  • Si devono conoscere tutti i dati utili, oltre al nome, cognome,grado di chi ha la responsabilità della distruzione di materiale Crypto e Comsec. E' anche nominato chi deve testimoniare che sia avvenuta la distruzione del materiale Crypto e Comsec e anche di lui vanno saputi tutti i dati oltre al nome, cognome e grado.




  • Si ha il dovere di attenersi rigorosamente alle norme di distruzione del materiale Comsec e Crypto, perchè in casi di emergenza sia poco il materiale da distruggere e perchè c'è il rischio che tutte le informazioni criptate cadano in mano nemiche. In caso di emergenza va saputo quali documenti Comsec e Crypto distruggere prima e quali successivamente.




  • Se il materiale Comsec va perso in modo preciso e accurato vanno attivate immediatamente le ricerche. Chi lo ritrova immediatamente deve avvisare il suo superiore e descrivere nel dettaglio le circostanze del ritrovamento.




Ognuno tragga liberamente le sue conclusioni. Laura


postato da: laura56 alle ore 16:42 | link | commenti
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Norme di utilizzo materiale crypto e Comsec(negli Usa e nella Nato): sintesi

 

Norme di utilizzo materiale crypto e Comsec(negli Usa e nella Nato): sintesi







  • Vengono nominati due responsabili di cui si deve conoscere nome e cognome, grado e ogni altro dato utile nel trasportare fuori dal luogo dove è archiviato e nella riconsegna del materiale Crypto(anche della Nato) e Comsec. Ogni volta bisogna scrupolosamente accertare che siano proprio i due responsabili incaricati a prendere e riconsegnare il materiale Crypto e Comsec.




  • Per accedere al luogo dove è archiviato materiale Comsec e Crypto ci vuole un'autorizzazione e un valido bisogno. Ogni mese va fatta un'accurata verifica di tutto il personale che ha accesso al materiale Crypto e Comsec.




  • Il personale che maneggia, controlla e usa il materiale Comsec e crypto deve essere addestrato periodicamente.




  • Il personale ha la responsabilità del materiale Crypto e Comsec che riceve fino a che esso non è distrutto o tornato nel luogo dove è di solito archiviato.




  • Chi non segue correttamente le norme vanifica ogni sforzo di sicurezza, quindi ai propri superiori vanno segnalati la perdita, la visione non autorizzata, l'improprio uso di materiale Crypto e Comsec.




  • Chi prende visione del materiale Comsec e Crypto deve avere un'autorizzazione uguale o più alta rispetto al livello di classificazione




  • I piloti militari devono sapere che tipo di materiale Comsec e Crypto possono portare nella missione, che cosa distruggere già in volo o nelle soste. I piloti militari devono sapere che cosa riportare di quel materiale Comsec e Crypto dove usualmente tenuto e cosa di quel materiale Comsec e crypto distruggere nelle successive 12 o 24 ore dopo la missione. Si sottolinea nelle norme che va compiuto ogni sforzo affinchè il materiale sia effettivamente distrutto.




  • Bisogna sempre conoscere la data in cui il materiale crypto e comsec va soppresso. Ciò permette a chi ne ha la responsabilità di distruggerlo dopo 12 o 24 ore dalla data di soppressione del materiale Comsec e Crypto.




  • Si devono conoscere tutti i dati utili, oltre al nome, cognome,grado di chi ha la responsabilità della distruzione di materiale Crypto e Comsec. E' anche nominato chi deve testimoniare che sia avvenuta la distruzione del materiale Crypto e Comsec e anche di lui vanno saputi tutti i dati oltre al nome, cognome e grado.




  • Si ha il dovere di attenersi rigorosamente alle norme di distruzione del materiale Comsec e Crypto, perchè in casi di emergenza sia poco il materiale da distruggere e perchè c'è il rischio che tutte le informazioni criptate cadano in mano nemiche. In caso di emergenza va saputo quali documenti Comsec e Crypto distruggere prima e quali successivamente.




  • Se il materiale Comsec va perso in modo preciso e accurato vanno attivate immediatamente le ricerche. Chi lo ritrova immediatamente deve avvisare il suo superiore e descrivere nel dettaglio le circostanze del ritrovamento.










Nota relativa a materiale crypto e Comsec Usa e Nato(quindi anche in Italia)


 


Tre dei 5 documenti pubblicati(esclusi quindi i due sulla clearance compito del sios)nella cartella “clearance e materiale cripto nato” sono in lingua inglese certo, ma nelle parti in cui ci sofferma sulla normativa che regola l’uso, la conservazione e la distruzione di materiale Crypto e Comsec Usa e Nato confermano quanto scrisse Mario Ciancarella all’ex Capo di Stato Maggiore Ami Camporini:


“(…)Lei sa bene che esistono direttive rigidissime sulle modalita’ di raccolta e distruzione di tutte le chiavi di letura dei codici cripto superati e sostituiti. Una rigidita’ addirittura feroce, fino a configurare l’Alto Tradimento per chi non rispetti scrupolosamente l’ordine della riconsegna, e della distruzione dei codici cripto. Ad Ustica questa rigidita’ sembra sciogliersi invece come neve al sole.


Infatti, in questo quadro di condizioni militari di filosofia, di cultura e di operativita’, qualcuno vorrebbe farmi credere che sia possibile reperire improvvisamente un codice obsoleto e che avrebbe gia’ dovuto essere distrutto in tutti gli esemplari esistenti delle chiavi interpretative, “abbandonato in un cassetto” da uno sciatto non si sa chi, e li’ rinvenuto da non si sa chi, in circostanze imprecisate, e riconosciuto per arcani motivi, finendo col pervenire finalmente a quei giudici che cosi’ disperatamente avevano cercato di acquisirlo ed ai quali fino a quel giorno era stata opposta la impossibilita’ di esibizione per intervenuta distruzione.


Cosa fa quel Magistrato? Si affretta ad utilizzare il codice, arrivando quasi a ringraziare per la collaborazione e beccandosi, con i Parlamentari referenti, la “laude alla italica sciatteria”.


Neppure per un attimo si ferma per risalire a ritroso la catena di quell’incomprensibile rinvenimento tardivo. Era stato il Capo di Stato Maggiore a consegnarlo? Bastava chiedergli, costringendolo sotto minaccia di incriminazione, di dire da chi gli era stato consegnato, e cosi’ via via procedendo a ritroso si sarebbe arrivati a quell’anonimo rinvenitore al quale sarebbe stato possibile chiedere: “In quale cassetto esattamente lo ha trovato, e cosa conteneva d’altro il cassetto che lei stesse cercando?” Perche’ e’ ovvio che se il codice e’ stato rinvenuto solo fortuitamente e non in una sua caccia disperata, quel cassetto deve essere stato aperto per altri motivi.


Ma ancora gli si sarebbe potuto chiedere: “Cosa le ha fatto intuire, pensare, ritenere che potesse trattarsi proprio del codice cripto che ritenevamo ormai disperso perche’ distrutto per intervenuta sostituzione?”. I contenitori dei codici infatti non recano in chiaro ed a caratteri cubitali il rispettivo contenuto, ma solo quei numerini di riferimento che abbiamo visto per le buste Charlie. E poiche’ certamente il nostro uomo non aveva possibilita’ di utilizzare su qualche consolle radar il codice, onde poterlo riconoscere, avrebbe dovuto preconoscere quel numero identificativo (di un codice obsoleto) o essere affiancato all’atto di aprire il cassetto da qualcuno che potesse averne memoria (memorie di ferro, in certi casi, signori. In altri solo qualche mesto e meschino “non ricordo”).


L’eventuale sicurezza dell’interessato nel riconoscimento del codice avrebbe inoltre potuto facilmente essere messo alla prova chiedendogli di fornire altri elementi identificativi di contenitori diversi del medesimo codice obsoleto, o di altri simili. Di fronte ad eventuali incertezze gli si sarebbe potuto chiedere di rivelare chi gli avesse ordinato di guardare proprio in quel cassetto proprio in quel giorno, e forse anche di ricordare proprio quel numero identificativo.


A me non risulta che una simile attivita’ investigativa sia stata svolta; ma questo non mi impedisce di affermare che essa fosse necessaria per evitare il rischio di aver ottenuto tardivamente un codice di decriptazione opportunamente “adeguato” che consentisse cioe’ di vedere, leggere ed interpretare solo cio’ che era piu’ utile e funzionale agli interessi dei responsabili della strage.


Ed e’ molto sospetta, mi lasci dire, la inerzia disciplinare di un Comandante che, rinvenuto un pur prezioso codice cripto che avrebbe gia’ dovuto essere stato tassativamente distrutto, si compiacesse della “italica sciatteria”,  piuttosto che lavorarare per individuare il responsabile della mancata riconsegna (cosa estremamente semplice perche’ come abbiamo visto esiste una precisa procedura di consegna di ciascuna chiave cripto a precisi e rintracciabili Ufficiali responsabili), cosi’ come il responsabile della non rilevazione di quella mancanza di una delle chiavi di lettura consegnate al momento del loro richiamo per sostituirle, e dunque responsabile della sucessiva distruzione di un lotto di chiavi cripto verbalizzando che riferisse alla totalita’ degli esemplari ricevuti quando in realta’ ne sarebbe mancato uno.


Via Signor Generale, sia comprensivo, questo non e’ affatto credibile in una organizzazione di uomini in armi, non ne conviene?(..)


Indice Documenti a cui ci si riferisce nella cartella “clearance e documenti cripto Nato”che confermano quanto scritto da Mario Ciancarella al CSM AMI Camporini:


1)BY ORDER OF THE AIR FORCE INSTRUCTION 33


2) inspections


3) SOP for COMSEC


Buona Lettura!


P.s. Mario Ciancarella non ha mai ottenuto risposta alle lettere scritte ai CSM AMI Tricarico e Camporini.




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giovedì, 22 maggio 2008

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martedì, 20 maggio 2008

                                    








                                      USTICA








La Strage di Ustica-








cap. 16 - Impossibile Pentirsi








- Mario Ciancarella




da aprire con microsoft office document imaging




 Cap 16 Ustica: Dove muore la dignità di un popolo - Nuova Versione








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venerdì, 02 maggio 2008

per la questione in generale della spoletta di innesco di prossimità‏

http://files.filefront.com/per+la+questione+in+genertdoc/;10120036;/fileinfo.html:

per la questione in generale della spoletta di innesco di prossimità‏


Lettera di Mario Ciancarella al generale Tricarico:



(..)Ma e’ poi accertabile che di un missile a testata inerte si sia trattato? Io credo di si’, perche’ solo pochi giorni dopo una delle mie audizioni dal Giudice Priore le agenzie di informazione riportavano che il Magistrato aveva rinvenuto nel bordo d’attacco dell’ala destra dei rottami del velivolo delle sferule di acciaio. Di esse non si e’ poi saputo piu’ nulla, ma c’e’ da essere certi che si tratti di quelle sferule tarate che costituiscono il corpo del missile e che servono per stabilizzarne il volo quando la camera esplosiva venga sostituita con una camera “inerte”.



Inerte si’ ma micidiale. Poiche’ delle sferule che vengono liberate dalla prima esplosione di innesco di un missile a guida radar e spoletta di prossimita’, come Lei mi insegna, vengono comunque irradiate alla velocita’ supersonica del missile e dunque costituiscono uno “spillo micidiale” se intercettano un velivolo pressurizzato.



E quelle piccole tracce di esplosivo su alcuni sedili, Lei mi chiedera’? Nulla di piu’ semplice, poiche’ il buster di quei missili e’ alimentato da combustibili della stessa natura esplosiva, e tutto torna allora nell’impatto dell’aereo durante la sua esplosione con un corpo esterno (il buster appunto) che lo ha attraversato, all’altezza del portellone di carico con direzione esterno-interno e ad altissima velocita’ (cosi’ nella relazione della prima Commissione di Indagine Tecnica) (...).

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